|
Il software Blumatica NoStress consente
di effettuare la valutazione analitica dei rischi collegati allo stress
lavoro-correlato (art. 28, comma1, D. Lgs. n. 81/08) nonché la stampa
in formato MS Word di:
- una dettagliata relazione contenente l'illustrazione del metodo impiegato
- i risultati dell'analisi
- le misure di prevenzione e protezione individuate per ogni rischio
Il metodo adottato per la valutazione dei rischi è stato certificato dall' associazione di psicologi del lavoro Psico@Work (Associazionne di Psicologi del Lavoro) e dalla FIRAS – SPP (Federazione Italiana Responsabili e Addetti alla Sicurezza – Servizi di Prevenzione e Protezione). È stato inoltre sperimentato in numerose aziende.
Il metodo è inoltre in linea con:
- le indicazioni sottoscritte dall' Accordo Europeo dell'8 ottobre 2004
- le linee guida emanate dall'Agenzia Europea per la sicurezza e la salute sul lavoro
- le buone prassi diffuse dall' INAIL e dall' ISPESL
Il processo di valutazione del rischio adottato è integrato e partecipativo.
Integrato,
poichè utilizza strumenti di analisi e valutazione oggettiva sia del
contesto lavorativo che dello stato di salute dei lavoratori in
associazione con strumenti di assessment psicologico basati sul self
report, così come suggerito dalle linee guida metodologiche emanate
dall'Agenzia Europea per la salute e la sicurezza in ambito lavorativo
(2000).
Partecipativo,
poiché coinvolge differenti soggetti impegnati nei processi lavorativi:
il datore di lavoro, il responsabile del servizio di prevenzione e
protezione, il rappresentante dei lavoratori, il medico competente, i
lavoratori, con la collaborazione dello psicologo competente in
materia.
Tale
scelta metodologica risponde alle esigenze concettuali ed operative
insite nella peculiare natura dei rischi che si intendono valutare.
Come sottolineato dall'Agenzia Europea per la sicurezza e la salute sul
lavoro (2000), mentre relativamente al rischio fisico è
possibile individuare quali sostanze o materiali rappresentino un
pericolo incontestabile per la salute di ciascun lavoratore, in
riferimento ai rischi legati allo stress lavoro correlato non si può
attuare alcuna distinzione con la stessa certezza.
Infatti, sebbene le ricerche ormai pluridecennali in ambito psicologico
e medico abbiano individuato alcuni fattori del contesto e del processo
lavorativo fortemente correlati al disagio psicofisico, è altrettanto
vero che le variabili individuali e interpersonali mediano la
percezione del malessere, rendendo complessa sia la stima della
probabilità di esposizione al pericolo che la previsione del danno
potenziale.
Il
software prevede due diverse metodologie di analisi in funzione della
complessità e della tipologia dell'azienda di riferimento. Mediante uno
specifico WIZARD interattivo, costituito essenzialmente da una
check-list, è possibile individuare la metodologia di valutazione più
idonea. La valutazione dei rischi viene effettuata, per entrambi i metodi, determinando la Probabilità (P) dei rischi analizzati e la loro Magnitudo (M). Dalla combinazione dei due fattori viene ricavata l'Entità del Rischio.
METODO 1 La
valutazione della probabilità e della magnitudo dei rischi analizzati
viene effettuata mediante analisi oggettiva dell'unità produttiva, dei
fattori potenzialmente stressogeni e dei sintomi di stress
lavoro-correlati.
|
MACRO AREE
|
FATTORI
|
STRUMENTI
|
|
PROBABILITA'
|
|
ANALISI DEI SINTOMI ORGANIZZATIVI
|
Rischi fisici Gruppi vulnerabili Sintomi organizzativi Ambienti di lavoro, ecc. |
Osservazione sistematica Documentazione |
| FATTORI POTENZIALMENTE STRESSOGENI |
Contesto e condizioni lavorative Processi lavorativi Relazioni interpersonali Clima organizzativo |
Check list Datore di Lavoro |
|
MAGNITUDO
|
SINTOMI DI STRESS LAVORO - CORRELATO |
Sintomi individuali |
Check list Datore di Lavoro |
I sintomi organizzativi definiscono le manifestazioni di disagio dei lavoratori espresse in
diverse forme di disfunzionalità aziendale. Gli indicatori più
significativi sono il calo della produttività, l'assenteismo, il
turnover, gli incidenti, le vessazioni e gli episodi di violenza. La
rilevazione dei sintomi organizzativi viene realizzata, in primo luogo,
mediante consultazione della documentazione relativa alla situazione
infortunistica dell'azienda e ad eventuali provvedimenti intrapresi per
ragioni legate al rischio stress lavoro correlato (azioni legali o
amministrative, vertenze, assegnazioni ad altra mansione, segnalazioni,
ecc.). In particolare viene effettuata l' analisi di:
- Statistiche
- Assenteismo
- Sintomi aziendali
- Lavoratori in disagio
- Rischi particolari causa di stress
- Ambienti di lavoro
- Lavori notturni
- Lavoratori particolari
- Lavori in luoghi particolari
Per i fattori potenzialmente stressogeni vengono analizzati:
- Contesto e condizioni di lavoro
- Processi lavorativi
- Relazioni interpersonali
- Clima organizzativo
METODO 2 La valutazione della probabilità e della magnitudo dei rischi
analizzati viene condotta non solo mediante un'analisi oggettiva
dell'unità produttiva, dei fattori potenzialmente stressogeni e dei
sintomi di stress lavoro-correlati, ma anche mediante la
somministrazione ai lavoratori di un esauriente questionario inventario
dei Rischi Psicosociali (denominato I.R.P.), come illustrato nella
seguente tabella.
|
MACRO AREE
|
FATTORI
|
STRUMENTI
|
|
PROBABILITA'
|
|
ANALISI DEI SINTOMI ORGANIZZATIVI
|
Rischi fisici Gruppi vulnerabili Sintomi organizzativi Ambienti di lavoro, ecc. |
Osservazione sistematica Documentazione |
| FATTORI POTENZIALMENTE STRESSOGENI |
Contesto e condizioni lavorative Processi lavorativi Relazioni interpersonali Clima organizzativo |
Questionario ai Lavoratori Inventario Rischi Psicosociali (I.R.P.) |
FATTORI CHE MEDIANO LO STRESS |
Controllo percepito Tratti di personalità tipo A Strategie di coping |
Questionario ai Lavoratori Inventario Rischi Psicosociali (I.R.P.) |
|
MAGNITUDO
|
SINTOMI DI STRESS LAVORO - CORRELATO |
Sintomi individuali |
Questionario ai Lavoratori Inventario Rischi Psicosociali (I.R.P.) |
Il metodo si basa sul self report e, affiancato dagli strumenti
oggettivi precedentemente descritti, coniuga efficacemente la necessità
di analizzare e comprendere come i lavoratori interpretano il loro
ambiente lavorativo e percepiscono il loro stato di salute con le
esigenze, i tempi e le prescrizioni espresse dalla normativa in materia
di sicurezza. Il disagio psicofisico in ambito lavorativo è il
risultato dell'interazione tra differenti fattori riconducibili al
contesto fisico e ai processi lavorativi, all'ambiente sociale e
all'individuo. L'esposizione a tali variabili psicosociali
potenzialmente stressogene è mediata dalle caratteristiche psicologiche
e dalla consapevolezza del lavoratore di essere o meno in grado di
fronteggiare importanti aspetti del proprio lavoro. In sintesi, ogni
lavoratore percepisce le pressioni ambientali e interagisce con esse in
modo peculiare, interpretandole conseguentemente come situazioni
positive e stimolanti o negative e minacciose. Per la compilazione dei
questionari (Metodo 2) sono previsti diversi metodi tra cui, per una
rapida importazione dei risultati, la distribuzione ai lavoratori di un
file in formato MS Excel contenente l'intero questionario. In entrambi i metodi vengono analizzati i seguenti rischi, collegati allo stress lavoro-correlato:
- RISCHI DI NATURA PSICOLOGICA
- RISCHI DI NATURA FISIOLOGICA
- RISCHI DI NATURA COMPORTAMENTALE
Per ogni rischio vengono indicate, in funzione della valutazione effettuata, le misure di prevenzione e protezione necessarie. Si segnala, infine, la possibilità di scegliere una delle seguenti diverse strategie di valutazione, indipendentemente dal metodo utilizzato:
| Valutazione Generale |
Viene effettuata la valutazione dei rischi per l'azienda nel suo complesso |
| Valutazione per mansioni |
Viene effettuata una valutazione specifica per ogni MANSIONE indicata |
| Valutazione per reparti |
Viene effettuata una valutazione specifica per ogni REPARTO indicato |
|